Qu.Al.E.olio è l’acronimo di un progetto di ricerca e sperimentazione in agricoltura nato dalla collaborazione tra la sezione di Scienze e Tecnologie Alimentari del Dipartimento di Scienze del Suolo della Pianta e degli Alimenti – DiSSPA dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, la società consortile “Oliveti d’Italia SCPA” e la cooperativa agricola “ASSO.PR.OLI. Bari”.

Il progetto mira sia alla mappatura del contenuto di alchil-esteri negli oli extra vergini di oliva pugliesi sia all’individuazione delle variabili determinanti la loro formazione, considerando tre delle più diffuse cultivar pugliesi, al fine di tutelare la qualità e la genuinità degli oli extra vergini di oliva, contribuendo quindi alla loro valorizzazione commerciale.

Gli alchil-esteri (esteri metilici ed etilici degli acidi grassi, rispettivamente MEAG e EEAG) hanno maggiore possibilità di formarsi a seguito dei processi di degradazione e fermentazione in olive di bassa qualità, destinate quindi a dare oli di oliva vergini lampanti o comunque con difetti sensoriali, che possono essere semplicemente surmature, danneggiate o mal conservate prima di essere trasformate.

Limitare la loro presenza negli oli extra vergini di oliva vuol dire offrire al consumatore finale oli di qualità chimica e sensoriale decisamente più elevata.

Nel Regolamento (UE) n. 61/2011, la determinazione dei livelli di alchil-esteri negli oli vergini di oliva è stata introdotta come metodologia ufficiale di analisi, per stabilire dei limiti per la categoria commerciale dell’olio extra vergine di oliva. Successivamente con il Regolamento UE n. 1348/2013 i limiti di legge sono stati previsti solo per il contenuto di EEAG.

Il sistema olivicolo pugliese è caratterizzato da sistemi colturali, pratiche di raccolta e trasformazione molto diversi tra loro, quindi si è ritenuto necessario approfondire quanto i livelli di alchil-esteri degli oli fossero influenzati da variabili quali la cultivar, il grado di maturazione delle olive ed il tempo di conservazione delle stesse, la tecnologia di trasformazione, le modalità di conservazione dell’olio.

Inoltre, è stata affrontata un’altra problematica che ha investito il settore oleario, quella relativa alla presenza negli oli d’oliva di idrocarburi alifatici saturi (MOSH, Mineral Oil Saturated Hydrocarbons) e idrocarburi aromatici (MOAH, Mineral Oil Aromatic Hydrocarbons), dei quali è nota la tossicità. É stato, quindi, monitorato il loro contenuto in oli extra vergini di oliva provenienti da frantoi e aerali geografici differenti.

Le risultanze di tale ricerca saranno presentate in due giornate diverse, con ingresso libero, nei giorni 18 febbraio alle ore 16:30 presso la sala convegni di Assoproli Bari a Andria, ed il giorno 26 febbraio alle ore 15:30 presso l’ex Facoltà di Agraria a Bari.

Clicca qui per la locandina del 18 febbraio

Clicca qui per la locandina del 26 febbraio

 

 

 

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